Nevralgia del trigemino: quando la terapia farmacologica non basta? Il Dott. Francesco Zenga risponde

La nevralgia del trigemino è una condizione caratterizzata da episodi di dolore intenso e improvviso al volto, spesso descritti dai pazienti come vere e proprie “scosse elettriche”. Ma quali sono le cause, i sintomi e quando può essere necessario valutare un trattamento chirurgico? Ne parliamo con Francesco Zenga, neurochirurgo con particolare esperienza nel trattamento della nevralgia del trigemino, che svolge attività specialistica anche presso il centro medico CDS di Torino via Confalonieri.

Dott. Zenga, innanzitutto che cos’è la nevralgia del trigemino e come si manifesta?

La nevralgia del trigemino si manifesta con crisi di dolore molto intenso, improvviso e di breve durata, spesso descritto come una scossa elettrica. Il dolore interessa una o più aree del volto innervate dal nervo trigemino e può essere scatenato da gesti comuni come parlare, masticare, lavarsi il viso o sfiorare alcune zone del volto.

In alcuni casi i pazienti si chiedono se la nevralgia del trigemino sia causata da un tumore: nella maggior parte delle situazioni la risposta è no, ma è fondamentale eseguire una visita specialistica con il professionista per escludere cause secondarie.

Quando non è possibile individuare una causa specifica si parla, invece, di nevralgia trigeminale idiopatica.

Nevralgia del trigemino e stress: esiste una correlazione?

Molti pazienti mi riferiscono un peggioramento dei sintomi durante i periodi di forte stress. La nevralgia del trigemino associata allo stress, in realtà, non ha una relazione causale diretta. Sicuramente, lo stress può però influire sulla percezione del dolore e comportare un aumento della frequenza degli episodi.

Quali sono le principali cause della nevralgia del trigemino?

Nella forma classica, la causa è un conflitto neurovascolare: un vaso sanguigno entra in contatto con il nervo trigemino determinandone una compressione e alterazioni morfologiche. Esistono poi forme secondarie, associate ad altre condizioni, come la sclerosi multipla o alla presenza di lesioni che occupano spazio in prossimità del nervo, in genere piccoli tumori benigni. Quando, invece, non è possibile individuare una causa specifica si parla di nevralgia trigeminale idiopatica.

Come si arriva alla diagnosi della patologia?

La diagnosi si basa, innanzitutto, sull’anamnesi e quindi sulle caratteristiche del dolore riferite dal paziente e dal suo quadro clinico. Dopo la prima visita con lo specialista, la risonanza magnetica rappresenta il secondo passo, rivestendo un ruolo essenziale per comprenderne l’origine. In particolare, la risonanza encefalo associata ad Angio-RM con mezzo di contrasto consente di studiare il rapporto tra il nervo trigemino e i vasi sanguigni e di individuare il conflitto neurovascolare. L’esame permette, inoltre, di escludere possibili forme secondarie.

Spesso i pazienti, pensano alla nevralgia del trigemino come una patologia pericolosa: è davvero così? È possibile guarire?

Non appena ricevono la diagnosi, molti pazienti si chiedono se la nevralgia del trigemino sia pericolosa. La patologia non è in genere pericolosa per la vita, ma può essere estremamente invalidante per la qualità della propria quotidianità.

Per quanto riguarda la prognosi, in molti casi è possibile ottenere un controllo efficace del dolore, soprattutto con terapia farmacologica o, nei casi selezionati, intolleranti e resistenti alla terapia, con trattamento chirurgico.

Qual è il primo trattamento per la nevralgia del trigemino?

Il trattamento di prima linea è farmacologico e si basa generalmente sull’utilizzo di farmaci come carbamazepina o oxcarbazepina. La terapia può essere efficace nel controllo del dolore, ma in alcuni pazienti può essere necessario raggiungere dosaggi elevati, con la conseguente comparsa di effetti collaterali che possono rendere difficile proseguire il percorso.

Molti pazienti cercano anche rimedi in casa per la nevralgia del trigemino, ma non esistono soluzioni domiciliari in grado di risolvere la patologia: eventuali accorgimenti possono solo aiutare a ridurre i fattori scatenanti. Vorrei sottolineare, in questo senso, l’importanza di rivolgersi sempre prima a uno specialista e di non ricorrere a rimedi fai da te.

In quali casi è opportuno valutare la soluzione chirurgica?

La chirurgia può entrare a far parte delle opzioni terapeutiche quando il trattamento farmacologico non permette più di controllare adeguatamente il dolore oppure quando, pur essendo efficace, determina effetti collaterali che impediscono di raggiungere o mantenere il dosaggio terapeutico necessario. L’indicazione deve comunque essere valutata sulla base della forma di nevralgia, delle caratteristiche del paziente e della risposta ai trattamenti precedenti.

In tal senso, in cosa consiste la decompressione microvascolare?

Nei pazienti con nevralgia trigeminale classica refrattaria alla terapia medica e con evidenza di conflitto neurovascolare, la decompressione microvascolare rappresenta il trattamento chirurgico di riferimento, il cosiddetto “Gold Standard”. Attraverso un approccio microchirurgico si identifica il nervo trigemino e il vaso responsabile del conflitto, con l’obiettivo di eliminare la compressione esercitata sul nervo, semplicemente spostando il vaso dal nervo.

Quali risultati può offrire questo intervento? Si tratta di una soluzione permanente?

La decompressione microvascolare è la procedura che offre la maggiore durata del controllo del dolore rispetto alle altre tecniche chirurgiche. I dati riportati indicano un significativo sollievo dal dolore in circa il 75% dei pazienti a cinque anni dall’intervento. Esistono comunque anche altre procedure, che possono essere prese in considerazione in base alle caratteristiche del singolo paziente.


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